STORIA DELL’ARTE ALL’ISTITUTO SVEDESE
PAOLA D’ALCONZO: “Affresco, ‘fresco in acquerella’, o tempera? Ferdinando Galiani e le ipotesi settecentesche sulla tecnica esecutiva della pittura murale romana.
In una dissertazione inedita del 1756 Ferdinando Galiani – facendo ricorso a una serrata rilettura delle fonti antiche, ma talora anche della letteratura artistica moderna, sempre messa a confronto con l’osservazione autoptica dei tanti ‘quadri’ murali entrati nelle collezioni del re di Napoli – prova a illustrare, peraltro senza giungere a conclusioni definitive o perentorie, quale fossero i procedimenti pittorici privilegiati nell’antichità, ponendoli a confronto con quelli adoperati ai suoi tempi. Il testo si rivela di grande interesse, non solo perché si allinea e per certi aspetti addirittura precorre l’attenzione che le tecniche pittoriche antiche destarono negli antiquari e negli artisti della seconda metà del XVIII secolo, ma anche perché apre uno squarcio su un lavoro di ricerca che, pur condotto nell’alveo dell’Accademia Ercolanese, non approdò se non in minima parte sulle pagine delle Antichità di Ercolano esposte, pubblicate dalla Regia Stamperia napoletana a partire dal 1757.
Paola D’Alconzo è professoressa associata di Museologia, critica artistica e del restauro presso l’Università di Napoli Federico II. Dedicatasi per alcuni anni al restauro di dipinti, è poi approdata agli studi storico-artistici, conservando un interesse specifico per la storia materiale delle opere d’arte. Le sue ricerche riguardano principalmente la storia della conservazione del patrimonio storico-artistico e quella del collezionismo nel XVIII e nel XIX secolo. In particolare, si è occupata dei seguenti temi: restauro e musealizzazione delle pitture murali rinvenute negli scavi ercolanesi e pompeiani; ricezione delle antichità vesuviane e loro influsso sulla produzione artistica; normative promulgate nel Regno di Napoli e in Spagna a salvaguardia del patrimonio archeologico e storico-artistico; conservazione ed esposizione dei dipinti delle collezioni farnesiane e poi borboniche. Ha dedicato diversi scritti agli interessi antiquari di Ferdinando Galiani, del quale ha in corso di pubblicazione un lungo manoscritto inedito.
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