FRIDA SANDSTRÖM

Borsista di storia dell’arte

Durante il mio periodo da borsista presso l’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma mi occuperò dell’attivista, femminista e critica d’arte Carla Lonzi (1931–1982).

Nel bel mezzo dell’Autunno Caldo la Lonzi abbandonò la critica artistica e divenne cofondatrice del primo gruppo femminista separatista e antiautoritario in Italia: Rivolta Femminile (1970). Attraverso studi meticolosi dell’archivio della Galleria Nazionale, dell’archivio Pinot Gallizio a Torino e dell’archivio Martha Lonzi a Milano, studierò l’avvicinamento della Lonzi al concetto dell’informale e in quale modo questo concetto influenzò la sua susseguente rappresentazione critica sia dell’arte che della società.

Io sostengo che una critica formale è fondamentalmente sociale e perciò una pratica collettiva. Per questo cercherò di collegare il concetto di informale alle attività che la Lonzi svolse all’interno del gruppo Rivolta Femminile durante gli anni 70’, durante i quali coniò il concetto di deculturalizzare.
La mia interpretazione del concetto di deculturalizzare della Lonzi è quella di un rifiuto della rappresentazione sociale, estetica e sessuale. Per comprendere l’avvento di questo concetto e del seguente aspetto pratico di esso bisogna però ricollegarsi all’iniziale interesse per l’informale della Lonzi e alla successiva lotta sociopolitica per la liberazione sessuale che era nelle fondamenta di Rivolta Femminile.