STORIA

L’Istituto Svedese di Studi Classici a Roma fu fondato nel 1925 su iniziativa del principe ereditario Gustavo Adolfo, che divenne primo presidente del consiglio di amministrazione. Scopo della fondazione dell’Istituto fu quello di promuovere gli studi classici, ma anche più in generale di favorire la ricerca in campo umanistico e artistico. L’attività fu avviata a Roma nel 1926 dal primo direttore, Axel Boëthius, nella sede di via del Boschetto 68. Lo stesso anno si tenne il primo corso di archeologia classica. Nel 1928 l’Istituto si trasferì in un appartamento più grande nel palazzo Brancaccio in via Merulana e nel 1939 ottenne una nuova sede a Valle Giulia, in via Omero, nei pressi di Villa Borghese.
Tra il 1956 e il 1978 furono condotti, sotto la guida dell’Istituto, scavi archeologici nel territorio viterbese: San Giovenale (1956-65), Luni sul Mignone (1960-63), Selvasecca (1965-71) e Acquarossa (1966-78).
Nel 1959 fu istituito un corso di storia dell’arte e nel 1991 il ruolo di docente di storia dell’arte (vicedirettore).
Tra i fondi e le fondazioni che sostengono la ricerca si segnala in particolare la Fondazione Famiglia Rausing.

PERSONALE SCIENTIFICO 1926-

Direttore: Axel Boëthius (1926-35, 1952-53, 1955-57), Einar Gjerstad (1935-40), Erik Sjöqvist (1940-48), Arvid Andrén (1948-52, 1964-66), Olof Vessberg (1953-55), Erik Welin (1957-61), Bengt E. Thomasson (1961-64), Paul Åström (1967-69), Carl Eric Östenberg (1970-78), Carl Nylander (1979-97), Anne-Marie Leander Touati (1997-2001), Barbro Santillo Frizell (2001-2013), Kristian Göransson (2013-2019), Ulf R. Hansson (2019-).


Vicedirettore:
Torgil Magnuson (1979-1992), Börje Magnusson (1992-2008), Sabrina Norlander Eliasson (2008-2013), Martin Olin (2013-2015), Lars Berggren (2015-2018), Maria H. Oen (2019-)

Assistente scientifico/Docente:
Paavo Roos (1984-1987), Barbro Santillo Frizell (1988-1992), Lars Karlsson (1993-1999), Arja Karivieri (2000-2002), Allan Klynne (2003-2007), Simon Malmberg (2007-2011), Ingela Wiman (2012-2013), Henrik Boman (2014-2017), Fredrik Tobin Dodd (2018-2021).

L’EDIFICIO

Architetto: Ivar Tengbom
Responsabile dei lavori: Oscar Sitte
Durata dei lavori: 1938-1940
Arredamento: Carl Malmsten (mobili), Elsa Gullberg och Märta Måås-Fjätterström (arredo tessile).
L’edificio fu realizzato in seguito all’accordo stipulato nel 1937 fra lo stato italiano e quello svedese. Il terreno fu donato dallo stato italiano che in cambio ottenne un terreno a
Stoccolma per la costruzione di un
corrispondente istituto (Istituto Italiano di Cultura). Sia la costruzione dell’edificio originario che della foresteria furono finanziati dalla Fondazione Knut e Alice Wallenbergs Stiftelse. L’ambizione del progetto fu quella di realizzare un edificio in linea con i modelli dell’architettura e dell’arredamento moderni svedesi.
Il principe Eugenio, che presiedeva il comitato deputato alla scelta degli arredi, dipinse e donò all’Istituto una copia del suo noto dipinto “La Nuvola”, collocato nella Sala Conferenze, mentre Olga Milles donò nel 1956 la scultura realizzata dal marito Carl Milles dal titolo “Solglitter” (Bagliore di sole), ad ornamento del cortile dell’istituto. La Foresteria fu edificata nel 1964 su progetto dello studio dell’architetto Anders Tengbom. Negli anni 1987-88, in occasione dei lavori di ristrutturazione su progetto di Bo Myrenberg, fu realizzato un Auditorio, mentre al 2008 risale l’ultimo dei tre magazzini della biblioteca.